I Candelieri di Sassari
Oggi parleremo dei Candelieri di Sassari, un rito, una festa antica che viene celebrata da 5 secoli il 14 di Agosto.
Se c’è un momento in cui l’anima di Sassari si spoglia di ogni formalità per rivelarsi in tutta la sua viscerale devozione, quel momento è il pomeriggio del 14 agosto. Non è una semplice sfilata e definirla “processione” ne sminuisce la carica energetica.
La Discesa dei Candelieri, o “Faradda” in sassarese, è un rito di scioglimento di un voto che risale al XVI secolo, quando la città fu colpita da una terribile pestilenza. La leggenda e la storia si fondono nel ricordo di una liberazione miracolosa ottenuta per intercessione della Madonna dell’Assunta, e da allora, ogni anno, la comunità ringrazia portando in spalla enormi ceri simbolici. I Candelieri di Sassari non sono di cera, ma grandi colonne di legno dipinte, ognuna rappresentante una diversa corporazione di arti e mestieri, i cosiddetti Gremi.
I Gremi
C’è il Gremio dei Calzolai, dei Falegnami, dei Contadini, dei Viandanti, e molti altri, ognuno con i propri colori, i propri stendardi e una gerarchia interna ferrea. Vedere questi giganti di legno, alti metri e pesanti quintali, che iniziano a muoversi dal Castello verso la chiesa di Santa Maria di Betlem, è un’esperienza che scuote i sensi. La caratteristica più affascinante della Faradda è la danza. I Candelieri di Sassari non procedono in linea retta; essi devono ballare. Sotto il peso della struttura, otto o più portatori compiono evoluzioni ritmate, rotazioni e movimenti ondulatori dettati dal suono ipnotico dei pifferi e dei tamburi. È una danza che serve a dimostrare la forza, l’abilità e la compattezza del Gremio.
La Festa collettiva per i Candelieri di Sassari
La folla partecipa attivamente, incitando i portatori, toccando le colonne per devozione o fortuna, in un clima che mescola il sacro più profondo a un entusiasmo quasi dionisiaco. Un elemento chiave della festa è il “brindisi”. Lungo il percorso, le autorità cittadine e i rappresentanti dei Gremi si scambiano un augurio rituale: “A bient’annu!”, ovvero “Atr’annu mezus”, che significa “Altr’anno meglio” o “Ci rivediamo tra un anno”. È un augurio di sopravvivenza e continuità che lega il passato al futuro.
Il Sindaco, figura centrale del rito, viene giudicato dalla folla: se il percorso avviene senza intoppi e con il favore del popolo, il brindisi a Palazzo di Città è accolto da applausi; in caso contrario, i fischi della piazza ricordano al primo cittadino le sue responsabilità verso la comunità. L’ingresso dei Candelieri di Sassari nella chiesa di Santa Maria di Betlem segna il culmine religioso. Qui, in un’atmosfera densa di incenso e sudore, i ceri vengono depositati e il voto è ufficialmente sciolto.
È un passaggio che toglie il fiato per l’intensità emotiva: la fatica fisica dei portatori si trasforma in sollievo spirituale. Far parte dell’UNESCO come Patrimonio Immateriale ha dato a questa festa una visibilità internazionale, ma per un sassarese la Faradda resta un fatto intimo, una questione di sangue e di appartenenza che nessuna telecamera potrà mai catturare appieno.
Andiamo a Sassari dall’Isola Rossa
Raggiungere Sassari dall’Isola Rossa per assistere alla Discesa dei Candelieri il 14 agosto è un viaggio relativamente breve, ma richiede un po’ di pianificazione strategica a causa dell’enorme afflusso di persone e delle restrizioni al traffico nel centro cittadino.
In auto il tragitto dura circa un’ora (circa 60 km). La via più rapida e panoramica è la Strada Statale 200 (SS200), la litoranea che passa per Castelsardo. Dall’Isola Rossa procedi verso sud sulla SP39, poi immettiti sulla SS200 in direzione Castelsardo/Sassari. Una volta superata Sorso, segui le indicazioni per Sassari Centro. Una volta a Sassari, ricorda che il 14 agosto il centro storico è completamente transennato dalle 14:00 (e in alcune zone già dalle 06:00). Ti sconsiglio vivamente di cercare parcheggio vicino a Piazza Castello o al Corso Vittorio Emanuele.
Punta sulle aree intorno a Viale Italia, Viale Umberto o la zona dell’Emiciclo Garibaldi. Un’ottima opzione è il parcheggio multipiano interrato di Piazza d’Armi o quello di Piazza Fiume, se arrivi entro il primo pomeriggio. Se preferisci non impazzire nel traffico, puoi parcheggiare nella zona di Piazzale Segni e raggiungere il centro con una passeggiata di 15-20 minuti o con i mezzi pubblici locali (ATP) che solitamente potenziano le navette.
Trasporto Pubblico Esistono collegamenti ARST, ma il 14 agosto gli orari potrebbero subire variazioni e, soprattutto, i festeggiamenti finiscono a notte inoltrata (spesso dopo mezzanotte), quando i pullman per tornare verso l’Isola Rossa non sono più operativi.
Se decidi di usare il bus, controlla attentamente l’ultima corsa per il rientro, che solitamente è piuttosto presto rispetto alla fine dell’evento.
Consigli pratici per la giornata, la “Faradda” (la discesa vera e propria) inizia intorno alle 18:00 da Piazza Castello, ma le “Vestizioni” dei Candelieri di Sassari avvengono nelle sedi dei Gremi già dalla mattina. Arrivare a Sassari verso le 16:00 ti permetterà di trovare parcheggio con meno stress e di goderti l’atmosfera preparatoria.
Il 14 agosto a Sassari può fare molto caldo e la folla lungo il Corso è densissima. Porta con te acqua e indossa scarpe comode. Se vuoi vedere la “danza” dei Candelieri in un punto emozionante, prova a posizionarti vicino a Palazzo di Città (per il brindisi del Sindaco) o in Corso Vittorio Emanuele. Se preferisci un momento più solenne, attendi l’arrivo alla Chiesa di Santa Maria di Betlem, anche se dovrai aspettare quasi la mezzanotte.
Dopo aver celebrato i Candelieri di Sassari, nei prossimi articoli parleremo di cibo ed escursioni!
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